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“Difendere in avanti è prima di tutto un’abitudine da installare nella mentalità dei nostri giovani calciatori. Il bisogno securitario è uno dei bisogni primari dell’uomo e dover abbandonare le nostre sicurezze e andare a difendere in avanti, abbandonando il porto sicuro della nostra metà campo è un processo abitudinario da creare nei giovani calciatori.”

Nel 2008 il Barcellona di Guardiola sorprese tutti con un approccio del tutto nuovo, anziché aspettare l’avversario e cercare di rubargli la palla nel momento più opportuno, non aspettava affatto, anzi faceva di tutto per cercare di recuperarlo nel minor tempo possibile e più vicino possibile alla porta avversaria.

Il cambio di mentalità da allora è stato evidente in gran parte delle squadre del panorama calcistico, piccole e grandi.

Anche nel settore giovanile, dove i trend solitamente vengono cavalcati, ma dove molto spesso nascono le vere rivoluzioni, non aspettiamo più ma veniamo da te e cerchiamo di sradicarti il pallone dai piedi, ti chiudiamo le linee di passaggio in avanti e con un ritmo molto alto cercheremo di indurti all’errore in qualche modo.

Anche dal punto di vista CO l’approccio sarà differente:

anziché rifiatare quando perderemo la palla aspettandoti, rifiateremo quando possibile con la palla, anzi appena perderemo la palla, aumenteremo ancora la nostra intensità di corsa e verremo a “caccia” come se fosse l’unica ragione della nostra vita.

Possiamo quindi dedurre come una fase del gioco così importante abbia bisogno di grande lavoro per essere performante. Riuscire a recuperare palla più lontano dalla nostra porta ci permetterà di essere più vicini a quella avversaria una volta recuperata la stessa, dandoci la possibilità di una transizione rapida e aumentando quindi la nostra possibilità di marcare una rete.

Facile a dirsi e allora perché non lo fanno tutti?

Perché bisogna avere una grande organizzazione per rendere la pressione in avanti efficace. La prima linea di pressione dovrà aggredire i portatori con aggressività e iniziando ad orientare con le proprie corse il possesso avversario. Di conseguenza la seconda linea dovrà chiudere le possibili linee di passaggio avversarie per permettere un eventuale secondo recupero. La terza linea ovviamente non potrà stare a guardare, in quanto dovrà rischiare parità numeriche a campo aperto alle proprie spalle e intanto cercare di recuperare palle sporche sempre in 1:1 davanti a sé.

Sempre le prime due linee di pressione dovranno poi essere pronte ai sandwich qualora superate.

Si capisce quindi che una “semplice” pressione in avanti diventerà una fase molto più complessa della nostra organizzazione difensiva.

L’e-book FLR di riferimento in questo caso è “Difendere in avanti e recupero palla immediato”, dove troverai anche le esercitazioni per allenare questa fase di gioco.

Staff FLR

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