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“La comunicazione non verbale è uno degli aspetti più importanti nel calcio. Ancora di più nel calcio giovanile, dove i ragazzi in formazione non hanno ancora una personalità ben definita e soprattutto, essendo in formazione appunto, stanno imparando a decifrare le situazioni di gioco.”

Che si tratti si situazioni offensive o difensive poco cambia. Nel calcio la comunicazione è determinante. Pensiamo per esempio all’organizzazione difensiva del blocco squadra, dalle pressioni in avanti alla chiusura delle linee di passaggio o ancora al contenimento in Z1 dell’azione avversaria.

Sarebbe meraviglioso che i nostri giovani calciatori fossero in grado di comunicare in maniera efficace tra di loro, con brevi ed incisivi messaggi quali “esco, ti copro, chiudi la linea a destra, uomo-solo”. Non sempre questo avviene, vuoi perché i ragazzi essendo in formazione non hanno ancora (gran parte) una buona capacità di comunicazione, con il tempo giusto nello svolgimento dell’azione, vuoi perché a volte l’emotività del momento può giocare brutti scherzi, rimane il fatto che la comunicazione verbale non sempre è appunto incisiva.

Esiste poi un altro aspetto della comunicazione, quella visiva. Capire a seconda della corsa del mio compagno dove questo sta orientando il possesso avversario e la nostra conseguente pressione o opera di recupero palla, o ancora capire a seconda dell’orientamento del mio compagno, dove mi dovrò muovere per ricevere la palla, dove e come il mio compagno vorrà ricevere il pallone oppure dove muovermi per liberare uno spazio.

Queste dinamiche possono essere allenate e lo si può fare facendo prima di tutto opera di osservazione. Osservazione che dovrà avvenire prima da parte del formatore, per capire come il corpo dei nostri atleti parlanelle differenti situazioni di gioco, e successivamente da parte dei giocatori. Giocando insieme nel tempo questa complessa opera di apprendimento diventerà sempre più automatica, ma quando siamo all’inizio del percorso, far capire a seconda del linguaggio del corpo del compagno dove, come e quando si svilupperà l’azione è un processo lungo che richiede estrema pazienza.

Le situazioni di gioco e gli analitici-giocati di FLR potranno venire quindi in nostro soccorso.

Riproporre situazioni di gioco reali sempre differenti permetterà ai giocatori di canalizzare la propria attenzione in questa direzione. Con gli analitici giocati possiamo spezzare le differenti situazioni per renderle più semplici e quindi permettere ai giocatori di adattarsi tra di loro.

Pensiamo all’esercizio di riferimento ROMA BASE per esempio e alle sue progressioni e regressioni. Mediante questo esercizio alleniamo il recupero palla in avanti e tutti gli altri sotto obiettivi. Se chiediamo ai nostri giocatori di portare una pressione sul portatore di palla andando al “corpo”, questi scegliendo il giusto tempo d’uscita andrà a duellare contro il diretto avversario. A seconda dell’orientamento della sua corsa, il compagno di reparto più vicino potrà decidere se chiudere la linea di passaggio lasciata libera o portare una pressione diretta sul ricevente più vicino.

Entrando ancora di più nello specifico, il primo giocatore porterà la pressione sul portatore, il secondo sull’eventuale ricevente e il resto della squadra deciderà di conseguenza come comportarsi.

Se parliamo invece di una fase di possesso, la comunicazione non verbale diventerà fondamentale nella capacità del giocatore che trasmette la palla, di capire come, dove e quando il compagno vorrà ricevere la palla a seconda dell’orientamento del corpo dello stesso.

Tutte queste dinamiche potranno essere approfondite nel tempo, aspetto fondamentale nella formazione dei giovani calciatori, con pazienza e spirito d’osservazione, capacità fondamentale del “buon formatore”.

Staff FLR

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