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“Bisogna avere più intensità in allenamento, giochiamo con poca intensità, dobbiamo pretendere una maggiore intensità difensiva. Cos’è l’intensità di cui tanto dibattiamo e sentiamo discutere?”

Nello sport l’intensità è considerata, sempre semplificando, il massimo sforzo fisico che l’atleta andrà a richiedere al proprio corpo. Nel resistance training esprime il grado di impegno fisico richiesto dall’esecuzione di una data attività. È un dato soggettivo che sta alla base del calcolo dei sovraccarichi per l’allenamento.

Nelle attività sportive cardiovascolari o aerobiche viene applicato misurando la percentuale sul massimo consumo di ossigeno (VO2max) o sulla frequenza cardiaca massima (HRmax).

Nei tempi moderni si sente parlare continuamente di intensità abbinata al calcio, ma secondo noi è troppo generico. Non vogliamo cambiare la definizione di intensità solo per abbinarla al calcio, ma semplicemente vogliamo provare ad offrire una definizione più completa, prendendo in considerazione differenti aspetti presenti in questo sport.

Definiamo quindi differenti forme di intensità, abbinandola allora agli aspetti CO/TE/TA/ME. Negli articoli di questo blog in passato abbiamo per esempio parlato dell’intensità CO e del maggiore impatto della CO nel calcio moderno.

L’intensità CO in sé può già dividersi in differenti forme, infatti a livello CO possiamo per esempio menzionare l’intensità delle corse con e senza palla, come l’intensità delle corse difensive o di quelle di una pressione in avanti, quindi già abbinate ad un concetto TA.

L’intensità TE, a sua volta può essere ancora più specifica e composta da differenti forme. Sempre per chiarire con un esempio parliamo dell’intensità TE nelle fasi di possesso. Avere un possesso palla veloce potrebbe essere quindi il nostro caso in esame. Per intensità TE però possiamo anche definire l’aspetto con cui il nostro giocatore prepara un 1:1 offensivo, quindi la velocità con cui prepara il dribbling e il conseguente tiro in porta.

Poi esiste l’intensità ME che sarà probabilmente sempre abbinata ad un altro aspetto di cui abbiamo parlato prima. Per intensità ME possiamo prendere l’esempio della velocità con cui il mio giocatore prenderà ed elaborerà continuamente informazioni adattandosi in una situazione difensiva, o come nell’esempio del possesso palla, la capacità di svolgere lo stesso processo e fare scelte offensive nella gestione del pallone ad alta intensità con il minimo sforzo.

Come l’intensità CO, quella ME si può allenare, e come l’allenamento della CO lo scopo sarà quello di avere il maggior numero di eventi con il minore tempo di recupero tra uno e l’altro e la maggiore qualità possibile.

Secondo FLR le forme di allenamento più vicine alla realtà del gioco sono quelle più allenanti nel breve e nel lungo termine. Allenare forme giocate, situazioni di gioco o analitici-giocati, con l’utilizzo delle varianti o della geometria dinamica, possiamo senza dubbio permettere al giocatore di allenarsi continuamente in contesti nuovi e stimolanti di azione in azione, in quanto è impossibile riproporre la stessa situazione di gioco, irripetibile, che sia in allenamento che in partita.

Il giocatore è continuamente sottoposto a una pretesa eccezionale da parte del gioco e di conseguenza l’allenamento delle capacità TE/TA/CO/ME gestendo le intensità, gli permetterà di allenarsi e di essere performante senza sovraccaricare nessuna delle componenti fisiche e mentali del proprio corpo.

Conoscere il singolo giocatore diventerà quindi ancora più importante per prevedere prima che accada tale sovraccarico.

Come abbiamo visto nel calcio possiamo definire differenti forme di intensità e di conseguenza sarà compito del formatore riconoscere nei propri giocatori la soglia da alzare o quando abbassare la pretesa d’intensità abbinata al concetto allenatore e la realtà che il singolo giocatore sta vivendo.

Staff FLR

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