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“Non esiste un modo giusto di apprendere competenze e capacità calcistiche nelle differenti fasce d’età, anche se le differenti fasi dell’apprendimento rimangono certamente invariate, infondo stiamo parlando si ragazzi e ragazzi che amano il calcio, ma che imparano la disciplina come imparano a vivere.”

L’ultima affermazione della nostra intestazione è significativa in quanto è chiaro che lo sport ci insegna a vivere, sia esso individuale o di squadra. Le dinamiche che si trovano in uno sport di squadra sono esattamente le dinamiche sociali che troveremo nelle differenti fasi della nostra vita e di conseguenza un formatore in quanto tale, dovrà accompagnare i giovani alla scoperta delle vicissitudini in cui si troveranno. Comprendere la parola sacrificio, quanto sia importante allenarsi con abnegazione e devozione se si vorrà raggiungere un qualsivoglia risultato sportivo, ma anche per esempio la consapevolezza dei propri mezzi attuali, dei propri mezzi potenziali e di cosa e come fare per implementare le proprie competenze e capacità.

Attenzione, stiamo cercando di parlare di un macro argomento come l’apprendimento in un blog con spazi ridotti, quindi cercheremo di dare un’idea completa ma non specifica di cosa intendiamo.

Non vogliamo ancora una volta stimare la figura del formatore per la sua importanza sociale prima che specifica nella disciplina in cui si è attivi, ma capite da voi che questo lavoro è qualcosa di affascinante ed estremamente importante insieme all’ambiente familiare oltre che scolastico, che definisce davvero in maniera importante le caratteristiche predominanti degli adulti di domani.

Tornando al nostro argomento odierno, bypassando le dinamiche dell’apprendimento per fascia d’età che potrete trovare facilmente su internet, vogliamo invece soffermarci per un attimo nelle proposte di allenamento per facilitare l’apprendimento delle competenze calcistiche.

Parliamo per esempio di una squadra U15 che si posiziona esattamente a metà del percorso di formazione specifica calcistica. La tappa U15 è fondamentale per il giovane atleta, in quanto con i cambiamenti visibili ed invisibili della propria persona in fase di sviluppo, si troverà sballottato tra il mondo infantile e quello degli adulti anche a livello di richieste nella vita di tutti i giorni e di conseguenza una proposta di allenamento che sappia rispettare questo momento evolutivo sarà determinante.

Riuscire a passare da proposte semplici per lavorare in zona di confort in alcuni momenti della stagione, tenendo conto delle dinamiche personali e scolastiche, aiuterà il giovane a credere in sé stesso e a sentirsi abile, guadagnare fiducia individuale e collettiva e provare gioia in quello che fa.

In altri momenti della stagione, sempre tenendo conto delle dinamiche di cui sopra, ma anche di una normale programmazione prettamente di sviluppo calcistico, la nostra proposta sarà più complessa e articolata cercando di mettere in difficoltà il giovane calciatore e cercando di porgli nuove sfide che sarà senza dubbio in grado di affrontare, ma che prima di arrivarne a capo, lo porrà in una zona di sperimentazione e apprendimento oltre che della semplice sfida di riuscire a risolvere un problema al di fuori della zona di confort, dove ci saranno senza dubbio frustrazioni, magari anche perdita di autostima, ma che con l’aiuto del formatore ma soprattutto dei compagni di squadra riuscirà ad apprendere e di conseguenza a di guadagnare autostima e consapevolezza.

Ti ricordiamo per esempio che secondo FLR è importante mantenere per un dato periodo di tempo strutture di allenamento che i ragazzi possano facilmente riconoscere velocizzando il loro adattamento alla struttura stessa, ma variando il contenuto di un esercizio andiamo a toccare le corde subconscie del giocatore, che pensa di lavorare in zona di confort e probabilmente su alcuni obiettivi lo fa anche subconsciamente appunto, ma intanto si troverà confrontato con differenti richieste da parte del formatore che probabilmente lo metteranno anche in confusione.

Creando questa confusione si dovrà quindi fare sfoggio della famosa “pazienza del formatore” e accettare che i ragazzi possano apparentemente sbagliare cose semplici che fino a ieri funzionavano, ma questo a nostro modo di vedere dimostra soltanto che i ragazzi stanno abbandonando la loro zona di confort per migliorare ulteriormente le loro capacità.

Pazienza quindi, voglia di testare nuovi scenari, di aiutare ogni giorno i nostri giovani ad accrescere le proprie capacità aumentando la propria autostima e fiducia sia individuale che collettiva.

Staff FLR

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