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“Lavoriamo bene come linea, accorciamo e scappiamo con i tempi giusti, ma prendiamo spesso gol su palla inattiva perché non accettiamo volentieri il duello o spesso permettiamo alla punta che si fa trovare tra le linee di girarsi perché non andiamo a contatto, inoltre ogni tanto durante la partita tendiamo ad abbassarci concedendo spazio tra le linee ma penso sia un fattore mentale.”

Il sottotitolo indica un’analisi reale di un allenatore a cui è stato chiesto quali sono i punti su cui vorrebbe focalizzare l’attenzione dei prossimi allenamenti specifici difensivi. La risposta che è stata data a questa comunicazione è che si proverà a preparare una proposta di allenamento che tocchi in maniera diretta o indiretta i punti da lui elencati, nel rispetto degli accenti metodologici settimanali da lui proposti e che ovviamente non si potrà risolvere tutti i problemi in 3 allenamenti.

L’ultimo punto è quello che deve essere assolutamente chiaro allo specialista che andrà a creare l’allenamento specifico difensivo e ovviamente all’allenatore stesso. Stiamo sempre parlando di categorie di calcio giovanile, quindi in formazione.

Lo specialista dovrà proporre situazioni di gioco che partano dall’analitico-giocato e sfocino in una vera e propriasituazione di gioco.  Dovrà decidere se trattare argomenti individuali, di reparto, collettivi. Dovrà ancora decidere quale filo logico comprensivo di regressioni e progressioni proporre in base all’età dei ragazzi a cui verrà proposta la seduta e soprattutto dovrà considerare il tempo a sua disposizione.

Senza entrare nello specifico dei punti indicati dal nostro allenatore, abbiamo detto che andremo a creare una proposta che tocchi in maniera diretta ed indiretta tutti i punti in questione. La logica di FLR ci spinge quindi a creare degli analitici giocati che toccheranno un solo obiettivo primario, accompagnati da un secondario che varierà nelle 3 settimane, esattamente come nella proposta metodologica standard. Questo obiettivo potrà essere TA-TE o ME tralasciando l’aspetto CO che non viene toccato nello specifico (bassa intensità CO). Come già detto prima, lo specifico dovrà tenere conto degli accenti metodologici che l’allenatore avrà previsto per la sua squadra nelle 3 settimane, aspetto importante perché delineerà la struttura allenamento del nostro intervento.

La vera differenza nell’allenamento specifico a nostro parere, saranno quindi le regressioni e le progressioni che prepareremo o che verranno fuori dal confronto con lo staff e con i giocatori, sempre assoluti protagonisti della nostra proposta. L’elasticità data dalle competenze dello specialista permetteranno ai giocatori di confrontarsi con situazioni di gioco reali, mettendo in atto le proprie emozioni e percezioni. L’ultimo aspetto determinante di cui tenere conto sarà l’abilità di portare i giocatori con le loro individualità all’interno e all’esterno della loro zona confort.

Delineato tutto questo poi ci saranno i dettagli da tenere in considerazione: lo spazio a disposizione, se si avranno a disposizione o meno i portieri, se gli accenti metodologici potranno essere interconnessi tra di loro e per terminare, confrontarsi con lo staff di allenatori della squadra per assicurarsi che una volta terminato lo specifico, l’esercizio successivo sia una situazione di gioco che permetta ai giocatori di “testare” quando fatto fino a quel momento e permettergli di mettere in pratica quanto assimilato in una situazione di confronto reale.

Questo articolo è stato pensato per sensibilizzare i formatori sulle componenti necessarie alla creazione, sviluppo e attuazione di un lavoro specifico che solitamente richiederà soltanto 30 minuti a settimana.

Staff FLR

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