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“Si dice che nel calcio vince chi sbaglia di meno, di conseguenza non si può eliminare l’errore a prescindere ma si può lavorare per ridurre i proprio e causarne agli avversari”.

Destabilizzare vuol dire privare una struttura della propria stabilità.

Come dice la parola stessa quindi, destabilizzare è la priorità se si vogliono creare delle occasioni da gol e quindi realizzare reti e vincere le partite.

Chiaramente lavorare affinché la nostra squadra commetta pochi errori è importante, ma ancora di più in un calcio sempre più propositivo che si gioca a ritmi altissimi è crearne all’avversario.

In FLR si è spesso parlato delle zone di campo, che ormai sono conosciute in quasi tutti gli ambienti. In ogni zona si può adottare un diverso atteggiamento. In Z1 per esempio si può decidere di costruire dal basso con dinamismo, cercare direttamente in riferimenti in Z2 saltando una linea o ancora giocare lungo cercando gli attaccanti in Z3. Tutto è giusto, niente è vietato nell’idea di gioco, ognuno sviluppa quella che ritiene più adatta alla propria squadra, ma in Z2 lo scopo della maggiora parte delle squadre è lo stesso, destabilizzare l’avversario per andare in Z3 e segnare delle reti.

Esistono numerose risorse al nostro servizio che devono ovviamente essere utilizzate in base alla squadra che ci troviamo a disposizione, la categoria, l’età e ovviamente le componenti TE/TA/CO.

Sfruttando i cambi di ritmo senza palla o con la palla, nel caso di 1:1 offensivi, possiamo sfruttare la conseguente superiorità numerica. Se invece non abbiamo caratteristiche di questo tipo all’interno della nostra squadra, dobbiamo senza dubbio cercare di creare delle situazioni di possesso palla dinamico, tra le linee, con il giusto orientamento oltre che con il giusto dosaggio dei passaggi. Saper riconoscere le situazioni in relazioni a spazio e tempo diventa allora prioritario e ci ritroviamo per l’ennesima volta a parlare di realtà di gioco e di struttura dell’allenamento.

Saper preparare sedute di allenamento che rispecchiano le situazioni di gioco reale, le dinamiche, le superiorità e le inferiorità numeriche, richiede una grande conoscenza della materia.

Nella metodologia FLR queste componenti sono sempre presenti, in tutti gli esercizi di riferimento. Per questo motivo ripetiamo spesso che in FLR sono presenti solo 4 esercizi di riferimento e che l’allenatore farà sempre la differenza.

Nel caso specifico, saper destrutturare un Barcellona Base e posizionarlo nella giusta porzione di campo, modificandone magari la forma per mezzo della geometria variabile ci permetterà di riprodurre tutte le variabili di un attacco posato dalla Z2 alla Z3, con le differenti opzioni TE/TA/CO in seno alla nostra squadra.

Destabilizzare l’avversario è fondamentale per creare delle azioni da gol, ma permettere ai giocatori di allenarsi in una struttura stabile li metterà sempre in condizione di progredire.

Staff FLR

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