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“La marcatura preventiva in fase di possesso è uno degli aspetti difensivi più affascinanti del calcio moderno e richiama concetti cognitivi che vanno dalla presa d’informazione generale del calciatore al posizionamento rispetto al gioco e all’avversario oltre che le letture individuali di spazio e tempo.”

Parlando di marcature preventive si apre un mondo che passa dalla fase di attivazione/disattivazione del calciatore a palla lontana a tutti gli aspetti contenuti nella fase difensiva. Cercheremo di sintetizzarne gli aspetti principali e di provare a proporre situazioni allenanti per i giovani calciatori.

Stabilito quindi che la nostra squadra ha la palla, possiamo identificare ancora due protagonisti della nostra marcatura preventiva:

  • Giocatori vicini alla palla
  • Giocatori lontani dalla palla

I giocatori vicini alla palla saranno protagonisti di un duplice ruolo, quello di proporsi nello sviluppo della nostra azione di possesso e di impedire all’eventuale perdita della palla la transizione positiva dei nostri avversari, mentre quelli lontani dalla palla si preoccuperanno di posizionarsi in relazione all’avversario, alla zona di possesso e alla nostra porta in maniera tale da impedire che quella transizione di cui sopra possa avere uno sbocco.

Entrando nello specifico:

  • i giocatori vicini alla palla anche solo nel proporsi in fase offensiva, cercheranno di fare attenzione a dove si proporranno, in quanto un loro posizionamento sbagliato in relazione allo sviluppo dell’azione e al posizionamento degli avversari diretti porterebbe ad uno sbilanciamento pericoloso per la nostra squadra. Questi giocatori saranno di conseguenza i primi che interverranno, secondo i nostri principi, nelle fasi di transizioni di tamponare o rallentare la transizione avversaria. I fattori a cui faranno attenzione saranno quindi il posizionamento rispetto all’avversario e rispetto allo spazio che abbiamo creato nella fase di possesso.
  • i giocatori che agiscono lontani dalla palla, come potrebbero essere per esempio i nostri difensori centrali, cercheranno sia individualmente che collettivamente, di posizionarsi in maniera tale da evitare che l’attaccante possa dettare una linea “pulita” di passaggio o di mettersi in posizione di vantaggio nella difesa dello spazio che intercorre tra loro e la porta che difendono.

Questo denota una grande capacità di presa d’informazione in relazione allo sviluppo dell’azione, al calcolo di rischio e di spazio-tempo in relazione all’avversario e alle sue caratteristiche individuali. Prendiamo in esempio un difensore che agisce sulla linea di centrocampo, qualora il nostro possesso si sviluppi nella zona di trequarti avversaria (Z2B/3). Questo giocatore dovrà posizionarsi in maniera tale da evitare che il suo diretto avversario si possa avvantaggiare nei suoi confronti nello spazio che intercorre tra la linea di centrocampo e la nostra porta. Di conseguenza dovrà rimanere sempre attivo e vigile e orientato per far si che possa chiudere le linee di passaggio di cui abbiamo parlato prima, ma anche evitare che a campo aperto il suo avversario possa eludere la sua marcatura. Si posizionerà quindi all’interno dell’avversario e cercherà con la collaborazione dei suoi compagni di reparto di leggere in anticipo se la transizione avversaria si svilupperà incontro o in profondità. Sembrano valutazioni scontate e automatiche ma sono situazioni che vanno allenate.

Come possiamo allenarle?

Partendo sempre dal presupposto che vogliamo proporre situazioni di gioco più vicine possibile alla realtà partita e che la struttura di allenamento semplice permetterà al giocatore una maggiore facilità di riconoscere poi la situazione in partita, potremmo allenarla sia in forma specifica, che utilizzando gli analitici-giocati per il riconoscimento dei segnali di gioco e quindi riportarlo in situazione partita.

La semplicità ci porta quindi ad allenare queste situazioni in superiorità numerica in modo da garantire un maggiore successo dei difendenti e quindi l’entrata nella zona di fiducia del calciatore. Da qui poi pareggiare il numero di opponenti e quindi, perché no, creare un’inferiorità numerica in una zona di campo più grande. Dal semplice al complesso e ritorno è il nostro suggerimento.

La progressione, però, non è sempre automatica, allora possiamo avvalerci degli analitici giocati a forma geometrica variabile per permettere al giocatore di concentrarsi dapprima sull’interpretazione dei segnali, poi di migliorare il posizionamento rispetto ai fattori di spazio-tempo e quindi mettere tutto insieme in forma complessa per allenarlo alla realtà del gioco.

Nel nostro e-book sulla fase difensiva troverete diverse proposte che prendono in considerazione l’aspetto cognitivo della fase stessa oltre che i suggerimenti per allenare le marcature preventive.

Staff FLR

One Comment

  • Stefano Da Corte

    Non è facile spiegare e far capire solo a parole, la marcatura preventiva, se non si ha l’uso di lavagna o del campo.

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