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“La parola riferimento come ogni parola che si riferisce al calcio può avere senso o meno nella vita di tutti i giorni, ma nella metodologia FLR si trova spesso ed ecco perché”.

In questo blog spesso abbiamo parlato della struttura di riferimento, dell’esercizio di riferimento e poi allenando tutti i giorni sul campo ci siamo accorti che esistono correlazioni con questa parola e che addirittura la utilizziamo nel campo quando spieghiamo un esercizio ai nostri giocatori o quando usiamo una parola chiave per definire un fatto chiaro.

In questo caso specifico ci stiamo riferendo ai giocatori di riferimento e non come membri della squadra che gli altri vedono come leader o che utilizzano per risolvere i loro dubbi e problemi in senso gestionale, ma quei giocatori che possono risolvere le problematiche di gioco.

Il giocatore di riferimento nel nostro coaching è quel giocatore che per esempio in una transizione DIF-OFF riesce a farsi trovare sempre al posto giusto per permettere uno sbocco verticale alla nostra azione e perché no riesce addirittura a pulire ogni tipo di pallone per uscire dalla zona di pressione in cui abbiamo recuperato palla.

Facciamo un esempio ancora più concreto cercando di chiarire il concetto e non confondere il lettore.

Abbiamo parlato poco fa di una transizione DIF-OFF, nello specifico ipotizziamo che la nostra squadra riesca a recuperare palla in Z2A quindi nella nostra trequarti. Il giocatore di riferimento potrebbe essere la nostra punta che seguendo lo sviluppo difensivo della nostra squadra, riesce a dare compattezza e densità difensiva alla nostra organizzazione, ma ancora riesce a mettersi in un mezzo spazio tra i marcatori avversari ed è pronto a pulire il pallone che il compagno potrebbe giocargli. Questo è chiaramente un riferimento verticale, ma possiamo avere tranquillamente dei riferimenti orizzontali, che siano lontani o vicini alla palla.

Il giocatore di riferimento in questa specifica fase di gioco è praticamente il giocatore che la squadra sa di poter trovare in caso di necessità per pulire il pallone e preparare una transizione che sia essa ragionata o veloce.

È poi anche quel giocatore che in una fase di gioco differente come potrebbe essere una lunga fase di possesso palla per la nostra squadra, saprà dare il cambio ritmo al nostro possesso in avanti per finalizzare la nostra azione o comunque per provare ad occupare Z3 con dei movimenti senza palla e delle corse in profondità derivate dal cambio di ritmo della palla.

Il giocatore di riferimento è quindi, per concludere, quel o quei giocatori presenti all’interno della nostra squadra che sanno meglio di altri riconoscere le situazioni di gioco e permettono al resto della squadra di poter giocare spensieratamente e senza una grande complicazione cognitiva.

È chiaro che definendo questi giocatori stiamo addossando a dei giovani calciatori più responsabilità che ad altri, ma non è forse proprio questo che fa un formatore? Cercare di far progredire ogni suo allievo, osservando e cercando di far risaltare i punti forti di ogni suo giocatore migliorando i punti deboli?

Il giocatore di riferimento avrà sempre bisogno di responsabilità perché solo così riuscirà ad uscire dalla sua zona di confort, a progredire e sentirsi apprezzato ed importante.

Staff FLR

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