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Se non c’è controllo perdo qualità

C’è una convinzione che accompagna molti allenatori, spesso senza essere mai messa in discussione:
se non controllo, perdo qualità.

Controlliamo il ritmo, le scelte, le posizioni.
Interveniamo prima che l’errore accada.
Parliamo per guidare, correggere, indirizzare.

Ma se il gioco è fatto di incertezza, perché l’allenamento dovrebbe eliminarla?
Quando il controllo è eccessivo:

– il giocatore esegue
– replica soluzioni
– attende conferme

Quando invece il controllo diminuisce, accade qualcosa di diverso:

– il giocatore osserva di più
– riconosce segnali
– prende decisioni reali
– si assume responsabilità

Allenare non significa dire cosa fare, ma costruire contesti che obbligano a scegliere.
Il punto non è lasciare tutto al caso.

Il punto è spostare il controllo:

– dalla voce dell’allenatore alla struttura
– dall’istruzione al problema
– dalla correzione immediata all’esperienza

Un esercizio ben progettato:

– parla da solo
– contiene domande
– trasforma l’errore in informazione

Ed è qui che il ruolo dell’allenatore cambia:
meno regista, più osservatore consapevole.

Se senti che:

– parli molto in campo
– i giocatori guardano più te che il gioco
– l’autonomia fatica ad emergere

forse non serve aggiungere contenuti, ma ripensare il modo in cui li proponi.

Approfondimento formativo

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gioco diventa il vero insegnante: strutture allenanti, chiavi di lettura e riflessioni metodologiche.

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Nel prossimo invio parleremo di un altro tema spesso sottovalutato:
quando l’esercizio funziona… ma il gioco no.


Staff FLR

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