Se non c’è controllo perdo qualità
C’è una convinzione che accompagna molti allenatori, spesso senza essere mai messa in discussione:
se non controllo, perdo qualità.
Controlliamo il ritmo, le scelte, le posizioni.
Interveniamo prima che l’errore accada.
Parliamo per guidare, correggere, indirizzare.
Ma se il gioco è fatto di incertezza, perché l’allenamento dovrebbe eliminarla?
Quando il controllo è eccessivo:
– il giocatore esegue
– replica soluzioni
– attende conferme
Quando invece il controllo diminuisce, accade qualcosa di diverso:
– il giocatore osserva di più
– riconosce segnali
– prende decisioni reali
– si assume responsabilità
Allenare non significa dire cosa fare, ma costruire contesti che obbligano a scegliere.
Il punto non è lasciare tutto al caso.
Il punto è spostare il controllo:
– dalla voce dell’allenatore alla struttura
– dall’istruzione al problema
– dalla correzione immediata all’esperienza
Un esercizio ben progettato:
– parla da solo
– contiene domande
– trasforma l’errore in informazione
Ed è qui che il ruolo dell’allenatore cambia:
meno regista, più osservatore consapevole.
Se senti che:
– parli molto in campo
– i giocatori guardano più te che il gioco
– l’autonomia fatica ad emergere
forse non serve aggiungere contenuti, ma ripensare il modo in cui li proponi.
Approfondimento formativo
Nella nostra libreria trovi eBook pensati per allenatori e formatori che vogliono progettare allenamenti in cui il
gioco diventa il vero insegnante: strutture allenanti, chiavi di lettura e riflessioni metodologiche.
https://filrougeswiss.com/libreria-ebook/
Nel prossimo invio parleremo di un altro tema spesso sottovalutato:
quando l’esercizio funziona… ma il gioco no.
—
Staff FLR
