Le posizioni in campo non sono un modulo: sono relazioni
Quando una squadra è in possesso della palla, ha davvero senso continuare a descriverla attraverso un modulo?
4-3-3, 4-2-3-1, 3-4-3: sono riferimenti utili per rappresentare un’organizzazione iniziale, ma il gioco reale è dinamico. Nel momento in cui la palla si muove, cambiano continuamente spazi, distanze e relazioni tra i giocatori.
Occupare lo spazio, non mantenere una posizione
In fase di possesso, il punto non è rispettare una posizione prestabilita, ma occupare lo spazio in maniera efficace.
Un giocatore deve essere in grado di riconoscere ciò che sta accadendo e adattare il proprio comportamento: se un compagno occupa uno spazio, posso liberarne un altro; se un avversario modifica la propria posizione, cambia anche la soluzione a mia disposizione.
La posizione diventa quindi una conseguenza della situazione, non un punto fisso da rispettare.
È qui che entrano in gioco concetti centrali della metodologia Fil Rouge come Creo / Occupo Spazio e le Geometrie Variabili: strutture che si modificano continuamente in relazione alla realtà del gioco.
Allenare giocatori che interpretano
Da anni, in Fil Rouge sperimentiamo una metodologia orientata proprio a queste situazioni.
L’obiettivo non è fornire al giocatore una mappa con posizioni da memorizzare, ma creare ambienti di allenamento nei quali debba percepire, scegliere, creare e occupare gli spazi in relazione alla palla, ai compagni e agli avversari.
Perché la domanda non dovrebbe essere soltanto:
“Dove deve stare il giocatore?”
Ma soprattutto:
“È in grado di capire quale spazio occupare e quando farlo?”
Questo, per noi, significa allenare la realtà del gioco.
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