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“Gli estremismi non sono mai buona cosa nella vita, ancora meno nel calcio. Cerchiamo in un breve articolo perché l’equilibrio è la via.”

Il calcio è uno degli sport più popolari sulla faccia della terra, così facendo chiunque segua il calcio potrà dire la sua, competente o meno che sia. A dirla tutta, in questo momento storico diciamo che questo discorso potrebbe essere ampliato a tutti gli aspetti della vita, ma noi ci limitiamo all’argomento in cui siamo specializzati.

Simpatica o meno introduzione a parte, cercheremo di capire in breve, come da stile di questo blog, perché l’equilibrio è la chiave del successo nel calcio in generale, ma ancora di più nella formazione dei giovani.

Il giovane di per sé è già sotto stress a scuola e nella vita di tutti i giorni, in un sistema sempre più elitario, sempre più competitivo, dove a partire dal sistema scolastico per poi passare a quello professionale, mors tua vita mea. Anche ovviamente nello sport, dove la competizione richiama automaticamente la vittoria di uno e lo sconfitto di un altro (pareggi a parte come nel calcio), si pretende che tutto il sistema di formazione sia definito verso il successo.

La macchina mediatica e comunicativa in generale fa da cassa di risonanza a questo sistema e si raggiunge sempre di più una falsa speranza, che ottenere il successo sia a portata di tutti e che chi invece fallisce non sia degno di continuare. Per parlare di equilibrio spesso bisogna toccare punti estremi e chiaramente l’argomento che chi scrive ha preso ad esempio è uno dei più estremi oltre che più complicati da trattare, quindi ci fermiamo qui, perché non siamo né nel posto giusto né abbiamo abbastanza spazio o competenze specifiche per trattare l’argomentazione presa d’esempio.

Tornando al calcio, uno sport quindi, si pretende che i giovani sia destinati per forza al successo, quando il successo è solo una sfaccettatura, un’eccezione come dice giustamente Marcelo Bielsa. Allora può essere molto utile vedere il calcio esclusivamente nella sua definizione originale, un gioco!

Siamo consapevoli che questa volta di esempi metodologici non v’è traccia, di varianti e variazioni non se ne parla, ma se facciamo attenzione a quello che noi proponiamo ai nostri giocatori e cerchiamo di mantenere un equilibrio dagli estremismi di pensiero o di applicazione o ancora di competizione esasperata atta alla conquista esclusiva della vittoria, senza l’analisi del percorso che porta a questa, senza l’analisi del merito e del come, senza l’analisi della sconfitta che ci permette di analizzarla e di ripartire con i dovuti correttivi, anche i ragazzi che formeremo mediante lo sport e che troppe persone vedono come uno strumento chiamato calciatore, non riusciremo a fare bene il nostro lavoro, non riusciremo ad avere SUCCESO in quello che facciamo.

In bocca al lupo a tutti i formatori per l’inizio della nuova stagione all’insegna dell’equilibrio!

Staff FLR

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